SONNO שֵׁנָה (Shenàh)

SONNO שֵׁנָה (Shenàh)

12 Gennaio 2026 Off Di Hora Aboav

SONNO שֵׁנָה (Shenàh)! Al primo sguardo, questa parola mi offre una curiosa spiegazione: il sonno ci dona la possibilità di un vero CAMBIAMENTO שִׁנּוּי (Shinnùh) perché la ש נ ה in campo sembrano allacciarsi alla radice del TRASFORMARE, CAMBIARE, MODIFICARE לְשַׁנּוֹת (Leshannòt) ed anche RIPETERE. L’ultimo significato ci fa riflettere su un’altra parola scritta in modo uguale senza la vocalizzazione che le distingue: שָׁנָה (Shanàh) ANNO. La ciclicità probabilmente è l’elemento che le differenzia e che le avvicina.  La vera radice di SONNO שֵׁנָה (Shenàh) è י ש ן che esprime il tema del DORMIRE לִישׁוֹן (Lishòn)[1].                                         Le tre lettere י ש ן sono le stesse del nome della שׁ (Shin) שִׁין, la lettera   chiamata anche come il DENTE שֵׁן (Shen) che tritura il cibo per renderlo digeribile. La שׁ è fuoco. La mistica infatti la riconosce come la lettera della trasformazione spirituale e della SHECHINÀH,[2] PRESENZA DIVINA.

La שֵׁנָה (Shenàh) non spiega solo un atto fisico ma introduce uno spazio immenso di mistero tra la coscienza e la rivelazione, tra l’umano e il divino; uno stato simbolico che possiamo interpretare solo con grande difficoltà e fede. Il linguaggio del Salmo[3]è rivelatore:

בְּשָׁלֹום יַחְדָּו אֶשְׁכְּבָה וְאִישָׁן כִּֽי־אַתָּה ה’ לְבָדָד לָבֶטַח תּוֹשִׁיבֵנִי׃

(Beshalòm yachddàv[4] eshchevàh veishàn chi-Attàh Hashèm levadàd; lavètàch toshivèni).

«In pace insieme mi coricherò e dormirò poichè Tu, solo; in sicurezza mi fai dimorare».

Nella costruzione della donna, Adamo cade in un profondo sonno[5] e non collabora all’operazione che il Signore Iddio compie su di lui per forgiare la donna. Egli dorme totalmente passivo. L’io si ritira e il sonno diventa un vero atto di fiducia. La Toràh racconta questo passaggio, usando chiaramente la radice י ש ן con il verbo וַיִּישָׁן (Vayyishàn) E DORMÌ mentre in altri episodi importanti come nel PATTO DELLE PARTI [6]vissuto con Abramo o subito prima del sogno della Scala,[7]esperito da Giacobbe, non appare la radice del “dormire” propriamente detto anche se al suo risveglio si leggerà proprio la parola שֵׁנָה[8] nella sua forma possessivaמִשְּׁנָתוֹ  (Shenatò) DAL SUO SONNO.

I mistici ritengono che il sonno sia un momento prezioso per l’anima superiore: la coscienza si spenge ma c’è un’elevazione spirituale, atta a ricevere frammenti di verità attraverso i sogni. Il corpo dorme ma l’anima veglia. In effetti solo con la morte avverrà la vera separazione: l’espressione אֵין הַפְרָדָה (En hafradàh) NON C’È SEPARAZIONE ha il valore numerico 355 di שֵׁנָה; è un ALTRO MONDO עוֹלָם אַחֵר (‘OLàm achèr 355) che si avvicina alla luce della סְפִירָה SEFIRÀ (355) come lo spazio energetico che emana e manifesta il divino NEL NOME DELL’AMORE בְּשֵׁם הָאַהֲבָה (Beshèm haahavàh 355).


[1] Io, tu, egli DORMIENTE (Presente) si dice: יָשֵׁן (Yashèn) e non יוֹשֵׁן

[2] Vedi H. Aboav, 2020, p. 63.

[3] Salmi 4,9.

[4] יַחְדָּו (Yachddàv) INSIEME. Alcuni lo traducono SUBITO ma ho rilevato che le traduzioni moderne non traducono questa parola, forse ritenendola ridondante ma a mio avviso è importante ritenere il coricarsi e il dormire come due eventi che avvengono come un tutt’uno, senza frammentazione e interiormente unificato. Il salmista descrive il suo stato che sente unificato perché Dio è l’unico su cui si appoggia.

[5] Genesi 2,21.

[6] Genesi 15,12

[7] Genesi 28, 11-12.

[8] Questa parola è rara nella Toràh e nel Tanàch.