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SOLUZIONE פִּתְרוֹן

(Pitron) פִּתְרוֹן SOLUZIONE

SOLUZIONE פִּתְרוֹן (Pitron)

Pubblicato da Crescere con le radici delle parole ebraiche su Giovedì 26 marzo 2020

TEMPO זְמָן – עֵת

TEMPO זְמָן – עֵת

Pubblicato da Crescere con le radici delle parole ebraiche su Domenica 22 marzo 2020

FRATERNITA’ אַחֲוָה

FRATERNITA' אַחֲוָה

Pubblicato da Crescere con le radici delle parole ebraiche su Giovedì 19 marzo 2020

ARCOBALENO קֶשֶׁת 

Shalom שלום

שלום

La parola SHALOM שָׁלוֹם viene usata come saluto ebraico e la sua radice ש ל ם (Shin-Lamed-Mem) include il senso di COMPLETEZZA, ARMONIA, PERFEZIONE, PACE e SALUTE. Se si lavora con la sua radice si trovano i cardini dell’ebraismo: l’UNITA’ e l’amore per lo STUDIO delle manifestazioni del NOME di Dio.Vengo a spiegare i due significanti nascosti: metto in evidenza il pungolo ל (Lamed) di ש ל ם (Shin-Lamed-Mem) il cui nome denomina la radice ל מ ד (Lamed-Mem-Daled) che introduce sia il tema dello STUDIARE che quello dell’ INSEGNARE. E’ il tema dell’apprendimento tout court. Unisco poi la prima e l’ultima lettera ed ottengo la parola שֵׁם (Shem) che significa NOME. In ebraico questa parola שֵׁם (Shem) unisce in sé 2 polarità: אֵשׁ (eSH) FUOCO e מַיִם (Maim) ACQUA, rappresentate dalla שׁ (Shin) e dalla מ (Mem). Questa parola fa aspirare a tornare all’UNITA’ ORIGINARIA di cui godeva l’uomo nel גן (Gan-giardino). Per tornare ai nomi del Signore, se si vuole ricordare fuori delle funzioni religiose, si usa l’espressione הַשֵּׁם ((Ha-articolo)Hashem) IL NOME.E’ bello pensare che dietro questo saluto, non si dica solo “ciao” ma si esprimano desideri e progetti che uniscono profondamente.

Pubblicato da Crescere con le radici delle parole ebraiche su Lunedì 30 luglio 2018

Avventure הַרְפַּתְקָאוֹת

AVVENTURE הַרְפַּתְקָאוֹת

AVVENTURA הַרְפַּתְקָא (Harpatkà) parola aramaica che diventa הַרְפַּתְקָה (Harpatkàh) in quanto le parole aramaiche mettono in evidenza l’articolo א alla fine della parola mentre in ebraico le parole al femminile terminano con la ה . E’ al plurale che può ricomparire la א : AVVENTURE הַרְפַּתְקָאוֹת (Harpatkaot)C’è stata una grande disputa (Pilpul) פִּלְפּוּל linguistica su questa parola. Una parola che può farvi comprendere appieno la discussione ebraica è PEPE פִּלְפֵּל (Pilpel) .Mi voglio soffermare sulla parola AVVENTURE הַרְפַּתְקָאוֹת perché in effetti entrare nelle parole ebraiche e sondarne le qualità e i movimenti è una vera avventura conoscitiva della nostra interiorità e ogni viaggio diventa una riflessione personale e profonda.Suddividerò AVVENTURE הַרְפַּתְקָאוֹת (Harpatkaot) in brevi parole e lettere e proverò a coglierne tutti i significanti al servizio di un percorso spirituale.La prima tappa è segnata dalla parola MONTE הַר (Har) che mi porta a toccare la radice della generatività e dell’attività riflessivo-intellettiva.Doppio monte הִרְהוּר (Hirhur) si traduce PENSIERO, RIFLESSIONE. E’ quel movimento verticale che ci innalza anche se le sue radici sono ben piantate a terra e la donna gravida si esprime con la parola (Harà) הָרָה come se stesse sviluppando un monte הַר (Har).La seconda tappa è פַּת (Pat) sinonimo di לֶחֶם PANE. Le nostre avventure ci nutrono sia da un punto di vista espressivo che di realizzazione!La ק (Kof), segno distintivo del קָדוֹש (Kadosh) sacro, santo , può farvi contattare la sua energia dentro di voi.La tappa d’arrivo è una parola straordinaria che è אוֹת (Ot) Segno, lettera ebraica, sigillo, simbolo…. Come potete leggere abbiamo la prima e ultima lettera unita dalla ו (Vav) che congiunge in senso verticale l’orizzonte.E’ proprio un viaggio che non stanca ma energizza sempre di più! Buon viaggio in questo territorio!!

Pubblicato da Crescere con le radici delle parole ebraiche su Domenica 7 ottobre 2018

Gioia שִֹמְחָה

GIOIA שִֹמְחָה (SIMCHA’)!Questa è una delle qualità più caratteristiche dell’anima che non ci abbandona mai. E’ la nostra compagna di viaggio anche quando tutto sembra essere sfocato e perdiamo la rotta. Dentro di noi tutto è pervaso di luce e GIOIA שִֹמְחָה (SIMCHA’). La sua radice è ש מ ח (Sin-Mem-Chet), le stesse lettere della radice di UNGERE מ ש ח (Mem-Shin-Chet) che esprime la parola מַשִׁיחַ (Mashiach) UNTO, MESSIA.Troviamo anche ovviamente la parola שַֹמֵחַ (Sameach) contento, gioioso, lieto con la stessa radice. Desidero a questo punto elaborarla:se elevo la מ (Mem), l’acqua e anche l’emozione più profonda e nascosta che fluisce leggera, posso leggere la parola שָֹ ח (Sach) che significa PARLA, SI ESPRIME, COMUNICA. Uno dei significati di שִֹיח (Siach) è anche PREGHIERA.La GIOIA שִֹמְחָה (SIMCHA’) permette di fluire nel parlare con l’altro e facilita l’incontro, donando gioia anche al Signore.Felice giorno della GIOIA,LETIZIA della TORA’H שִמְחַת תּוֹרָה!

Pubblicato da Crescere con le radici delle parole ebraiche su Sabato 29 settembre 2018

Amore אַהֲבָה

אַהֲבָה

AMORE אַהֲבָה (Ahavà), una parola di grande potenza che vale 13 ed ha lo stesso valore semantico-energetico di אֶחָד (Echad) 1UNO. Insieme, queste due parole valgono 26 : il valore gematrico del TETRAGRAMMA, il nome impronunciabile del Signore. Il NOME che manifesta la faccia misericordiosa del divino.AMORE אַהֲבָה (Ahavà), secondo Hirsh, deriva da una radice antica יהב (Yod- Hei- Vet) che significa OFFRIRE che oggi è usata in rare forme. L’הָבָה (Hàva) della famosa canzone Hàva Naghila (Orsù gioiamo..) deriva anche essa da questa radice e prende il senso “dell’affrettarsi a dare-orsù”. Laא (Alef) non esprime suono ma risuona potente nel suo silenzio primordiale e all’inizio della parola funge da motore: così il significante dell’offrire si espande a dismisura.Secondo la Kabbalah l’AMORE è stata ed è la prima legge naturale universale che ha messo in moto e continua a movimentare illimitate combinazioni delle lettere ebraiche pure espressioni energetiche creative di informazione.La struttura di questa parola è molto interessante: la א (Alef) apre la parola come spiegato sopra e poi si hanno due ה (He’) anche esse (mute) spirate come il suono del respiro nella loro espressione del divino e fanno da cornice alla ב (Bet) che fa posto all’energia dell’alef ed è segno indelebile della benedizione che accompagna אַהֲבָה (Ahavà)l’AMORE.Anche la parola יָבֹא (Iavò) VERRA’ vale 13 ed è un augurio che faccio a tutti noi che tutto ciò che verrà sia nel segno dell’UNO e dell’AMORE.שַׁבָּת שׁלוֹם!

Pubblicato da Crescere con le radici delle parole ebraiche su Giovedì 2 agosto 2018

Milev Layeled מִלֵב לַיֶּלֶד

מִלֵב לַיֶּלֶד Milev Layeled

Una parola che riproduce per intero la radice י ל ד Yod-Lamed-Dalet è יֶלֶד (Yeled) BAMBINO.Questa radice può essere declinata in tutte e sette le forme delle costruzioni (Coniugazioni) verbali ma non è una radice שְׁלֵמִים (Shelemim – ש ל ם: tema della completezza) che viene mantenuta in tutte le forme verbali con le stesse tre radicali perché la י (Yod) appare e scompare. Essa esprime il tema della nascita in tutte le sue manifestazioni. La parola יֶלֶד (Yeled) BAMBINO ha la stessa gematria di (Dam) דם sangue 44 e di madre e padre insieme: אֵם (Em) MADRE 41+3 di אַב (Av) PADRE=44Se si aggiunge un’ א (Alef) 45 troviamo la parola אָדָם (Adam), non solo il nome del primo uomo ma il significante rappresentativo di tutti gli uomini.La ל mette in movimento l’energia di יָד che non solo traduce MANO ma anche MEMORIA, TESTIMONIANZA e VICINANZA.Il bambino incarna proprio lo stato di transizione della ל che insegna e prepara ad ogni esperienza.Abbiamo chiamato l’organizzazione di cui mi occupo da 13 anni, diventata Onlus da 8, מִלֵב לַיֶּלֶד Milev Layeled מִ-da לֵב un cuore לַ –al יֶּלֶד BAMBINO.DA UN CUORE AL BAMBINO.Voglio ricordare ai miei lettori che questa pagina è stata creata anche per essere da supporto all’Onlus Milev Layeled (https://www.facebook.com/milevlayeled/) Milev Layeled מִלֵב לַיֶּלֶד ha lo stesso valore gematrico di קוֹל (Kol) VOCE.E’ bello ascoltare la voce dei bambini! Ascoltiamo i loro bisogni anche se a volte gridano in silenzio.

Pubblicato da Crescere con le radici delle parole ebraiche su Mercoledì 5 settembre 2018

Gematria גִימַטְרִיָּה

GEMATRIA

GEMATRIA גִימַטְרִיָּה (Ghìmatriyàh)o(גִמַּטְרִיָּה –Ghimmatriyàh)! E’un metodo di esegesi che opera su un sistema combinatorio che misura le lettere dell’alfabeto ebraico. Ogni lettera dell'alfabeto ebraico corrisponde ad un numero: la א 1 la ב 2 ecc. Parole di identico valore semantico-energetico esprimono lo stesso significante. E’ un linguaggio usato per lo più dai Kabbalisti ma di fatto offre a tutti noi la possibilità di entrare nei meandri più profondi di una parola ebraica fino alla sua radice per coglierne tutta l’essenza. Affermo ormai da tanti anni che ogni parola ebraica è “pesante”come se vi fosse inscritta tutta l’esperienza ebraica di millenni che ha attraversato il deserto מִדְבָּר (Midbar- ד ב רDavar parola) attraverso la PAROLA di Dio. Trasformare lo spazio delle lettere in una dimensione numerica per poi trovare una parola NUOVA, diventa un linguaggio che impone la ricerca di un’ETICA מוּסָר (Musar) COSTANTE e ci mantiene in un sano movimento esistenziale di CONOSCENZA di sé.Questa ricerca della vita sotterranea della parola ebraica non è quindi un semplice lavoro etimologico ma è l’esigenza della coscienza di andare ad attingere dalla radice più profonda della spiritualità umana, intesa semplicemente come alito vitale.Errata corrige: Sulla lavagna del video va aggiunta una ו alla parola לאמורPerdonate la distrazione.

Pubblicato da Crescere con le radici delle parole ebraiche su Lunedì 11 febbraio 2019

Intenzione כַּוָּנָה

INTENZIONE כַּוָּנָה

Qualsiasi cosa noi facciamo, ha bisogno di un ingrediente molto importante che è quello dell’INTENZIONE כַּוָּנָה (Cavvanà). In ebraico questa parola include la DIREZIONE כִּוּוּן (Chivvun). VERSO DOVE? Verso 'ה! Se commentiamo la parola כַּוָּנָה (Cavvanà) INTENZIONE, SCOPO, possiamo leggerla anche come PRESENZA E VOLIZIONE SPIRITUALE e la ה finale ce lo conferma. (ה' è l’acronimo del nome di Dio che esprime misericordia per non pronunciare il Tetragramma: HaSHEM (Il Nome))Ogni parola può stimolare numerosi commenti e la radice כ ו ן (Caf-Vav-Nun-Cavven) è proprio interessante perché può aprire tutto un altro tema se leggo la ו (Vav) U CUN piuttosto che CAVVEN. (Ricordo che la vav ו si presta a sostenere il suono U e O quando sono vocali lunghe accentate.)La radice כ ו ן (CUN) evidenzia ancora di più l’importanza della כַּוָּנָה (Cavvanà) INTENZIONE perché ci porta al servizio del COHEN כֹּהֵן il SACERDOTE che conosce e prepara מֵכִין (mechin) in modo preciso e CORRETTO (nachon) נָכוֹן i precetti divini.Una delle prime parole di questa pagina deriva proprio da questa radice:כֵּן (Chen) SI!SI! SI ALLA VITA!QUANTA INTENZIONE כַּוָּנָה (Cavvanà) PER VIVERE UNA VITA CONSAPEVOLE!!

Pubblicato da Crescere con le radici delle parole ebraiche su Domenica 5 agosto 2018

Re ְמֶלֶך Angelo ְמַלְאָך Opera מְלָאכָה

שַׁעַר Porta שִׁעוּר Lezione עוֹשֶׁר Ricchezza

שַׁעַר Porta שִׁעוּר Lezione עוֹשֶׁר Ricchezza

Giacobbe יַעֲקֹב (Ya’akov) quando si sveglia dal sogno della scala, rivela una consapevolezza di più ampia visione e si rende conto di avere avuto un’esperienza numinosa. Ha percepito da vicino la presenza di Dio, la Sua Sede e la PORTA שַׁעַר (Sha’ar) che permette alle nostre preghiere di giungere in alto: שַׁעַר הַשָׁמַיִם (Sha’ar Hashamaim) La PORTA DEL CIELO (Cieli) . (Genesi 28,17 בְּרֵאשִׁית )E’ interessante approfondire le due parole perché ש ע ר (Shin-‘Ain-Resh) ci porta anche al significato di LEZIONE שִׁעוּר (Shiùr) e שָּׁמַיִם (Shamaim): שם (Sham) מים (Maim) ci conduce LA’ שָׁם (Sham) dove ci sono le acque מַיִם (acqua), i nostri sentimenti più profondi e le alte emozioni che accompagnano le parole della PREGHIERA תְּפִלָּה (Tefillàh). E’ come dire una LEZIONE DI ALTI SENTIMENTI. Come si usa dire: “Intingere il pennino dell’intelletto nell’inchiostro del cuore”.Torniamo alle radicali ש ע ר (Shin-‘Ain-Resh) di PORTA שַׁעַר (Sha’ar) e di LEZIONE שִׁעוּר (Shiùr): la ש (Shin) è in piena opera nel mettere in campo la capacità di trasformazione del DENTE שֵׁן (Shen) che tritura, la ע (‘Ain-Occhio) manifesta una percezione visiva portata alle estreme conseguenze che esprime l’esperienza tout court e la ר (Resh-Testa) legittima l’elevazione della funzione dei due vocaboli. Quando la PORTA שַׁעַר (Sha’ar) del nostro cuore è aperta, dà la possibilità alla nostra RICCHEZZA עֹשֶׁר interiore di illuminarsi del proprio splendore (‘Osher si può scrivere con la Vav o senza- stesse lettere). Anche il numero 10 si scrive nello stesso identico modo: DIECI עֶשֶֹר (‘Eser) ed è noto a tutti il valore di questo numero. Non ci rimane che chiedere al Signore di APRIRE per noi tutti la PORTA DEL CIELO שַׁעַר הַשָׁמַיִם (Sha’ar Hashamaim) eלִבֵּנוּ שַׁעַר la PORTA DEL NOSTRO CUORE. שבת שלום

Pubblicato da Crescere con le radici delle parole ebraiche su Giovedì 30 agosto 2018