PRESA לְקִיחָה (Lekichàh)
PRESA לְקִיחָה (Lekichàh)! La sua radice ל ק ח mi spinge subitaneamente a corrispondere ad un invito: קַח ל (Kach Làmed) PRENDI LA LÀMED con te, aggiungo io. Questa lettera riverbera come prima energia la ג perchè ambedue sono collegate al valore 3 e mantiene integro il cambiamento rapido di crescita sotteso. C’è in campo però una direzione più consapevole, portata verso l’alto che conduce all’insegnamento: un vero pungolo per buoi. Un vero movimento verso l’esterno e verso il cielo così come la ל esprime, unica lettera che supera il “digramma superiore”[1]. L’acronimo del suo nome לָמֶד (Làmed) è stato individuato come לֵֵב מֵבִין דַַעַת (Lev Mevìn Dà’at)[2]. UN CUORE (che) COMPRENDE LA CONOSCENZA. La parola לֶקַח (Lèkach) LEZIONE שִׁעוּר (Shi’ùr), DEDUZIONE מַסְקָנָה, INSEGNAMENTO הוֹרָאָה (Horahàh), AMMAESTRAMENTO אִמּוּן (Immùn), DOTTRINAדוֹקְטְרִינָה (Dokterina) ricalca la radice completa e rivela quanto sia importante PRENDERE לָקַחַת ciò che viene insegnato o ap”preso”.
יַעֲרֹף כַּמָּטָר לִקְחִי
(Ya’aròf cammatàr likchì)[3]
«Scenda come la pioggia il mio insegnamento».
Un insegnamento che scende come dono dal cielo; non è un’informazione neutra: bensì un bene morale. In questo passo לֶקַח diventa rivelazione.
È evidente il dinamismo di questa radice che invita a prendere attivamente tutto ciò che gli viene donato come nutrimento della testa, dell’anima e del cuore. I Proverbi aggiungono:[4]
כִּי לֶקַח טוֹב נָתַתִּי לָכֶם תּוֹרָתִי אַל־תַּעֲזֹבוּ׃
(Chi lèkach tov natàtti lachèm; toratì al-ta’azòvu)
«Poiché una dottrina buona (sana) Ho dato a voi; il mio insegnamento non abbandonate (trascurate)».
L’elaborazione di questa radice vuole preparare ad un momento importante nel quale il Signore Iddio si accinge a forgiare la donna:[5]
וַיִּקַּח אַחַת מִצַּלְעֹתָיו
(Vayyikkàch àchat mitzal’otàv)
«E prese uno dei suoi lati[6]».
IL Signore Iddio prende una parte dell’uomo per creare relazione e vita differenziata. La costruzione della donna avviene tramite una PRESA לְקִיחָה (Lekichàh), la trasmissione della sapienza avviene tramite לֶקַח. La Toràh ci insegna che ciò che è veramente preso, genera trasformazione esistenziale. Vediamo nelle parole di Genesi un’azione concreta e intenzionale non è un prendere casuale ma un atto selettivo. IL PRENDERE, AFFERRARE, RICEVERE, ASSUMERE e anche ELEVARE, significati di ל ק ח insegnano che non va banalizzato nessun atto che esprimiamo nella nostra vita:
וַיִּקַּ֣ח בְּיָדֹ֔ו שְׁנֵ֖י לֻחֹ֥ת אֲבָנִֽים[7]
(Vayyikkàch beyadò shenè luchòt avanìm).
«E prese nella sua mano (le) due tavole di pietra».
Mosè aveva intagliato le due tavole di pietra come le due
precedenti e come gli aveva indicato l’Eterno. Il ricordare questa ulteriore
“presa” è ridondante? Mi inoltro nel sentiero della ghematria per cercare di
prendere-apprendere nuove lezioni su queste tre lettere ל ק ח 138 [8]così significative insieme: con
la ל in effetti
incontriamo sia il sacro קָדוֹש (Kadòsh) che il
profano חֹל (Chol). Prendo visione della parola צֶמַח (Tzèmach 138) PIANTA perché mi suggerisce l’idea
dello sviluppo spontaneo e vitale delle proprie ramificazioni, proprio come
quello di un’idea che viene stimolata e presa in considerazione: אֶבֶן הַיְּסוֹד (Èven hayyesòd
138) LA PIETRA DEL FONDAMENTO per poter accedere a un SEGRETO DI VITA סוֹד חַיִּים (Sod Chayyìm138). Penso
che abbiamo compreso che dobbiamo “prendere” sul serio ogni nostro atto.
[1] Uso questo termine nel presentare per la prima volta le lettere ebraiche, scritte tra due linee di un pentagramma ideale.
[2] Dall’alfabeto di Rabbì ‘Akìva
[3] Deuteronomio 32,2.
[4] Proverbi 4,2.
[5][5] Genesi 2,21. La prima volta nella Torà in cui si usa questa azione del Signore che viene descritta come וַיִּקַּח (Vayyikkàch) E Prese è nello stesso capitolo al verso 15.
[6] In molte traduzioni si continua a tradurre: E prese una delle sue costole.
[7] Esodo 34,4.
[8] 138 è la stessa ghematria di נ פ ח SOFFIARE, INSUFFLARE che si trova nella formzione dell’uomo Genesi 1,7.