IMMAGINE צֶלֶם (Tzèlem)
IMMAGINE צֶלֶם (Tzèlem)! Anche MODELLO. Arriva immediatamente il senso di una non vera realtà ma di una proiezione prepotente. Dalla lettura della nostra parola in ebraico si apre una riflessione spontanea: la sua porta è צֵל (Tzel) OMBRA![1]Non la cosa stessa ma la sua forma ideale, la sua “impronta”[2]. È anche accompagnata dalla מ che oltre a donare la vita attraverso l’acqua, esprime nella sua forma finale ם il mondo nascosto e il Mashìach .מַשִׁיחַ Forse tutto questo ci preannuncia e ci obbliga a riconoscere la morte nell’impermanenza umana in tutte le sue forme.
אַךְ־בְּצֶ֤לֶם ׀ יִֽתְהַלֶּךְ־אִ֗ישׁ
(Ach-betzèlem | yithallèch-ish).
«Ma nell’”immagine” andrà l’uomo».[3]
La parola che usiamo spesso per IMMAGINE è תְּמוּנָה (Temunàh) ma non tutti sono d’accordo perché essa ci porta a una figura percepibile.
È stato interessante esplorare la traduzione di M.E. Artom che traduce צֶלֶם ICONA. Non ho rintracciato צֶלֶם in nessuno dei sinomini di IMMAGINE: דְמוּת (Demùt)[4], צוּרָה (Tzuràh), דְּיוֹקָן(Deyokàn), אִיקוֹנִין (Ikonìn) e come secondo significatoמָשָׁל (Mashàl). Non ho trovatoצֶלֶם neanche nei suoi sinonimi di EFFIGIE, FIGURA, SAGOMA ed altri. Se approfondisco la parola ICONA è stimolante ritrovare nella sua origine greca “eik” essere simile, apparire come..; lo stesso concetto di somiglianza che non rappresenta l’ente stesso ma una forma che lo rimanda.
Anche Hirsch afferma cheצֶלֶם non è mai la sostanza ma la proiezione di essa, proprio come l’ombra è reale nel senso che esiste.
Non è strano pensare che la radice צ ל ם interessi tutto il mondo del FOTOGRAFARE לְצַלֵּם (Letzallèm).[5]
L’espressione più conosciuta e studiata, la troviamo senz’altro in Genesi[6]:
וַיִּבְרָא אֱלֹקִים ׀ אֶת־הָאָדָם בְּצַלמוֹ בְּצֶלֶם אֱלֹקִים בָּרָא אֹתוֹ זָכָר וּנְקֵבָה בָּרָא אֹתָם
(Vayyivrà Elokìm | et-haadàm betzalmò betzèleo Elokìm barà otò zachàr unekevàh barà otàm).
«E creò Dio l’uomo a Sua immagine[7] (Suo modello), con l’immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò». Nasce prepotente una domanda dentro di me: Dio è maschio e femmina?
צֶלֶם è una VESTE שִֹמְלָה (Simlàh) che l’uomo indossa per contenere tutti i messaggi che arrivano dall’anima e che impongono le virtù divine per assomigliare al Creatore.
Nella Creazione dell’uomo-donna, già preannunciata nel verso prima, la parola צֶלֶם appare due volte insieme alla radice ב ר א (creare). Rashì insegna che Dio ha distinto la loro creazione da tutte le altre creazioni, avvenute solo con la parola. Nel suo commento usa le parole del Salmo 139,5 “וַתָּשֶׁת עָלַי כַּפֶּיךָ “ (Vattàshet ‘alày cappècha) «Hai posto su di me la Tua mano (palma)».
Il concetto legato alla creazione dell’uomo con l’espressione בְּצֶלֶם אֱלֹקִים torna predominante nella ricostruzione del mondo dopo il diluvio: si rispetterà l’animale nella sua spiritualità e nessun uomo potrà uccidere un altro uomo perché così diminuirebbe l’immagine di Dio.[8] Questa riflessione sancisce il valore assoluto della vita umana.
Il valore gematrico di צֶלֶם è 160 e lo voglio accostare ad una qualità dell’Eterno che è la Sua unità perchè per proiezione ci dona l’assunto che
NOI (SIAMO) UN (SOLO) CUORE אֲנַחְנוּ לֵב אָחָד (Anachnu lev echàd).
Non posso non ricordare in fine lavoro un verso di straordinaria fede.[9]
גַּם כִּי־אֵלֵךְ בְּגֵיא צַלְמָוֶת לֹא־אִירָא רָע כִּי־אַתָּה עִמָּדִי
(Gam chi-elèch beghè tzalmàvet lo-iràà ra’ chi-Attàh ‘immadì).
«Anche
quando percorrerò la valle dell’ombra della morte, non temerò (alcun) male
poiché Tu (sei) con me».
[1] Vedi H. Aboav, Crescere con le radici delle parole ebraiche, 2020, p. 189.
[2] Vedi commento di Rashì a Genesi 1,27.
[3] Trad. letterale. Salmi 39,7. «Ed invero l’uomo va come se fosse un’ombra». Trad. M. E. Artom. Altra interpretazione, traduzione Sierra, Bekhor,Callow: L’uomo non è altro che un’ombra che cammina. G. Dreifuss, p. 31. Solo grazie a quell’immagine l’uomo cammina.
[4] In genere SOMIGLIANZA
[5] צִלּוּם (Tzillùm) FOTO.
[6] Genesi 1,27.
[7] S. D. Luzzatto sceglie IMMAGINE.
[8] Genesi 9,6. Rashì.
[9] Salmi 23,4.