CHIUSURA סְגִירָה (Seghiràh)

CHIUSURA סְגִירָה (Seghiràh)

13 Gennaio 2026 Off Di Hora Aboav

CHIUSURA סְגִירָה (Seghiràh)! Un’operazione di diversi tipi che può manifestare la delimitazione di uno spazio, chiudere un’apertura, serrare una fessura o proteggere ciò che è all’interno. La radice ס ג ר oltre a CHIUDERE ovviamente, può esprimere anche un’INTERVALLO הַפְסַקָה (Hafsakàh) o PORTARE A TERMINE UN PROGETTO e סְגִירָה (Seghiràh) può diventare CONCLUSIONE סִיּוּם (Siyyùm): comunque una chiusura attiva e funzionale, non passiva.                                                                  Un esempio calzante lo troviamo nella COSTRUZIONE DELLA DONNA בְּנִיַּת הָאִשָּׁה (Beniyyàt haishàh), espresso con וַיִּסְגֹּר (Vayyisggòr) E CHIUSE[1]. E il Signore Iddio aveva preso uno dei lati (costole)[2] dall’uomo e aveva chiuso la carne al posto di essa. Rashì specifica che fu fatta carne al posto di essa. A questa osservazione, un’anagramma della parola סְגִירָה – סְרִיגָה (Serigàh) TRAMA, TESSITURA ci offre una bella immagine di Dio che esprime in questo chiudere tutto l’amore di un tessitore che sa rammendare perfettamente e che non lascia ferita o trauma e ricompone la carne. Il testo ci parla di una chiusura come atto creativo e non riparativo. Il Signore ricompone la carne. La differenza di genere non nasce da una ferita aperta ma da una pienezza custodita, chiusa definitivamente. La chiusura è a garanzia dell’unità futura. Ben diversa è la ferita di Giacobbe che non viene chiusa e zoppicherà per sempre come segno permanente.[3] La sua zoppia sarà il segno della conquistata unità interiore. Il passato è alle spalle.                                                                                                                  Diversi commentatori rilevano che la prima volta che appare nella Toràh la lettera ס sia proprio in וַיִּסְגֹּר ַper poter evidenziare che la donna sarà un vero sostegno per l’uomo ma non è così. La prima ס la troviamo qualche verso prima nella parola הַסֹּבֵב (Hassovèv)[4] CIRCONDANTE[5], riferito al primo dei quattro fiumi, Piscion. Troviamo questa Presenza amabile e protettiva di Dio anche nell’episodio dell’arca di Noè proprio alla fine, prima del diluvio quando il testo narra: וַיּסְגֹּר ה’ בַּעֲדוֹ (Vayyisgòr Hashèm ba’adò),            

«E CHIUSE HASHÈM DIETRO DI LUI».[6] Il Signore stesso attua questa chiusura nella manifestazione del Nome di Hashèm.[7]

סְגִירָה : la ס apre il sipario su questa parola con l’energia propria del suo nome סָמֵךְ (Sàmech) CONFORTARE, SOSTENERE, APPOGGIARE ma anche segno di MEMORIA e PROTEZIONE. La raggiunge la ג che dona maturità attraverso le sue capacità di contenimento e resistenza; essa accoglie la piccola grande י, pronta ad agire nella realtà fisica ma anche collegata oltremodo alla realtà metafisica. Le ultime due lettere, iniziando dalla fine si esprimono come un alto MONTE הַר (Har), pronto ad essere superato per il bene comune: guai a chiudersi troppo! Quella chiusura che a volte ci agguanta senza pietà diventa un POZZO DI SEGRETO בּוֹר סוֹד (Bor sod 278) con lo stesso valore numerico di סְגִירָה e ci proietta dentro, NELLA PELLE בָּעוֹר (Ba’or) tutta la tristezza del mondo. ס ג ר in effetti potrebbe avere questo limite perché significa anche CHIUDERSI.


[1] Genesi 2,21.

[2] La צֵלַע secondo Ramban (Nachmanide) non è solo osso ma parte strutturale: “Dio richiuse la carne affinchè  (l’uomo) restasse completo come prima”. La relazione non nasce da una frattura dell’essere. La donna dovrà essere alterità equivalente: la parte נְקֵבָה autonoma con quella maschile e viceversa. L’uomo si esprimerà col suo זָכָר autonomo col suo femminile.

[3] L’episodio della lotta di Giacobbe con l’angelo e il cambiamento del nome Genesi 32,26.

[4] La radice ס ב ב Procedere INTORNO מִסָּבִִיב (Missavìv) è la stessa della parola מְסִבָּה (Messibàh) CONVIVIO, riunione fra amici, fino ad arrivare ad oggi, per intendere FESTICCIOLA con balli, dolci….

[5] Genesi 2,11.

[6] בְּעַד (Be’ad) preposizione: DA DIETRO, A FAVORE DI, A PROTEZIONE DI, PRO oltre altri significati. Qui ovviamente dietro di lui (Noè). Qui è una chiusura che separa e protegge Noè dall’esterno. Si può anche interpretare che il Signore lo chiuse dentro. Anche Lot chiuse la porta DIETRO DI LUI per difendere la sua casa ma il testo usa il sinonimo אַחֲרֵי – אַחַר (Acharè-Àchar) DOPO DI.

[7] Poche parole prima si ricordi che il verso 16, il Signore si manifesta come Elokìm della Legge e del rigore nonché legato alla Natura.