SAGOMA תַּבְנִית (Tavnìt).

SAGOMA תַּבְנִית (Tavnìt).

21 Dicembre 2025 Off Di Hora Aboav

SAGOMA תַּבְנִית (Tavnìt)![1] In ebraico moderno è molto usata la traduzione MODELLO, FORMAT ma si può anche trovare IMMAGINE e FIGURA nonchè PROGETTO, PIANO. La sua radice è ב נ ה, לִבְנוֹת (Livnòt) COSTRUIRE, SAGOMARE, FORGIARE, PLASMARE, EDIFICARE.

Nella ‘costruzione’ della donna questo verbo s’impone come parola centrale:

וַיִּבֶן ה’ אֱלֹקִים ׀ אֶֽת־הַצֵּלָע אֲשֶׁר־לָקַח מִן־הָאָדָם לְאִשָּׁה

(Vayyivèn Hashèm Elokìm | et-hatzelà’ ashèr lakàch min-haadàm leishàh)                         

«E (costruì) plasmò il Signore Iddio il lato che prese dall’uomo in donna». 

  La porta di ב נ ה è בֵּן (Ben) FIGLIO che possiede in nuce tutto ciò che è costruibile, accompagnata dalla ה che conduce al cammino dell’anima.

Hirsch commenta וַיִּבֶַן E COSTRUÌ[2]e riconosce in questo verso la descrizione di una תַּבְנִית , costruzione in senso progettuale: “Non come la creazione dell’uomo, la creazione della donna. La materia del corpo dell’uomo è presa dalla terra. E Hashèm prese un lato dell’uomo e lo costruì (forgiò) (in donna) in modo che fosse una donna, per farne una donna. Per così dire, l’uomo è stato diviso in due parti e una parte è stata costruita in donna. (Perciò non dice E creò וַיִּבְרָא (Vayyvrà) E formò וַיִּיצֵר (Vayitzèr) o E fece וַיַּעַשֹֹ (Vayà’as) ma E costruì וַיִּבֶַן) Egli (lato o essere umano originario?) fu completato, perfezionato e fu corretto, rettificato, preparato, predisposto/configurato per essere/diventare una donna. Ciò che era all’inizio solo una creatura fu da adesso due. Così ha sancito (firmato) lo scritto l’uguaglianza completa (assoluta per la donna) della donna.

I nostri Saggi collegano a questo (principio) anche il resto delle qualità della donna (qualità speciali-virtù): la sua voce, il suo carattere e il suo temperamento così come la sua precoce maturità spirituale. Tutte queste (cose) sono legate al modo in cui è stata formata la donna. Ella è formata dal corpo dell’uomo – che già ha percepito, ha sentito e vissuto in contrapposizione dell’uomo il cui corpo è stato preso dalla terra. (Vedi Bereshìt Rabbàh יח,א)”. Possiamo rilevare questa fase come evolutiva o di perfezionamento dell’essere umano nel contesto della Creazione. UOMO-DONNA: Due aspetti complementari e distinti della persona umana.

La donna viene descritta come ben strutturata e con le parole di Rashì: “וַיִּבֶַן E (Dio) costruì (la donna) come un edificio, più ampia sotto e più stretta sopra, così da accogliere un feto; come un magazzino di grano la cui parte bassa è larga e la parte alta più stretta, affinchè il suo carico non pesi sulle pareti.”

Non è da dimenticare che וַיִּבֶן è stato anche fatto derivare dalla radice ב י ן che esprime il tema del COMPRENDERE, DISCERNERE, INTEGRARE PARTI IN UN TUTTO e in questo caso si ritiene la donna come essere che porta equilibrio, discernimento e intento relazionale oltre alla sua capacità di generare.

Di fatto la parola תַּבְנִית che vale 862 sembra proprio riferirsi a queste qualità: וְכָּל אִשָׁה חָכְמַת לֵב (Vecòl ishàh chochmàt lev 862). E OGNI DONNA È SAGGEZZA DI CUORE perché è UNA SUCCÀ DI PACE סוּכַּת שָׁלוֹם (Succat Shalom 862).

Rambam[3] affronta la parola SAGOMA תַּבְנִית (Tavnìt) in modo specifico:”[…] Infatti ‘sagoma’ è un nome derivato da ‘sagomare’ e significa la struttura e la forma apparente della cosa, ossia la sua figura, come il fatto che sia quadrata, circolare, triangolare o di altra figura.”

כְּכֹל אֲשֶׁר אֲנִי מַרְאֶה אוֹתְךָ אֵת תַּבְנִית הַמִּשְׁכָּן וְאֵת תַּבְנִית כָּל־כֵּלָיו וְכֵן תַּעֲשֹוּ    

(Chechòl ashèr Anì marèh otchà et tavnìt hammishcàn veet tavnìt col- chelav; vechen[4]ta’asù).

«Come tutto quello che Io mostro (mostrante) a te, la sagoma del Tabernacolo e la sagoma di tutti i suoi vasi (utensili); e così farete».[5]  Questa descrizione mette in luce un suo significato ulteriore, quello di PROTOTIPO o addirittura ARCHETIPO se pensiamo alla sagoma della nostra מְנוֹרָה (Menoràh) che è accesa dentro di noi dai tempi dei tempi e brillerà ancora per sempre in ogni futura GENERAZIONE דוֹר (Dor).


[1] Al plurale תַּבְנִיֹוֹת

[2] Genesi 2,22.

[3] M. Maimonide, La guida dei perplessi, p. 95.

[4] Vechen: ch suono gutturale.

[5] Esodo 25, 9. Trad. di D. Disegni: «Nel rispetto di tutto quello che Io sto per mostrarti – secondo il modello del Mishkàn e la forma di tutti i suoi utensili – voi lo farete in quel modo».

Vedi anche Esodo 25,40:

וּרְאֵה וַעֲשֵׂה בְּתַבְנִיתָם אֲשֶׁר־אַתָּה מָרְאֶה בָּהָר

(Urèh va’asèh betavnìtàm asher-attà marèh bahàr).

«E vedi e fai secondo (con) la loro sagoma che tu vedi (vedente) sul monte».