GIOVINETTA עַלְמָה (‘Almàh)
GIOVINETTA עַלְמָה (‘Almàh)! עֶלֶם (Èlem) GIOVINETTO ma anche שִׁכְחָה (Shichchàh) DIMENTICANZA. L’energia della radice di queste parole rivela ע ל ם che esprime il NASCONDERE, l’OCCULTARE, il COPRIRE, lo SCOMPARIRE e NASCONDERSI. Un’età questa che ancora non ha trovato la vera dimensione del coraggio e della manifestazione completa del proprio essere pur condividendo la radice con la parola עוֹלָם (‘Olàm) MONDO[1]. Questo termine è legato a diversi significati e significanti che sottendono il MISTERO[2] תַּעֲלוּמָה (Ta’alumàh).
Troviamo questa sensazione nel libro dell’Elecclesiaste[3]: עוֹלָם è evidente che non è una parola univoca.
אֶת־הַכֹּל עָשָׂה יָפֶה בְעִתּוֹ גַּם אֶת־הָעֹלָם נָתַן בְּלִבָּם מִבְּלִי אֲשֶׁר לֹא־יִמְצָא הָאָדָם אֶת־הַמַּעֲשֶׂה אֲשֶׁר־עָשָׂה הָאֱלֹקִים מרֹ֥אשׁ וְעַד־סוֹף.
(Et haccòl ‘asàh yafèh ve’itto; gam et-ha’olàm natàn belibam mibli ashèr lo-yimtzà haadàm et-hamma’asèh ashèr-‘asàh haElokìm meròsh ve’ad sof).
«Tutto ha fatto bello a suo tempo anche (il senso del)l’eternità ha dato nel loro cuore, senza che capirà l’uomo (che questi riesca a capire) l’opera che ha fatto Iddio dall’inizio alla fine».
L’uomo percepisce che c’è più del tempo ma non riesce a comprenderlo o ha ricevuto la consapevolezza del mondo e della realtà che però rimangono un mistero: עוֹלָם è ciò che rimane nascosto e non si vede?
Come possiamo ancora tradurre עוֹלָם oltre ad ETERNITÀ che per molti è una traduzione poco corretta? UN’ ESTENSIONE DEL TEMPO NON DEFINITA. Autori diversi anche come durata o tempo continuo: un tempo nascosto. Ciò che è chiaro è che siamo esposti completamente all’incapacità di portare alla vera coscienza l’operato divino. Anche Rashì legge עוֹלָם come “lunga durata”, una percezione del tempo esteso, ma allo stesso tempo “occultato. Il “segreto del mondo” commenta il Targum.
La ע narra la profondità nascosta della realtà: viene connessa dalla ו alla struttura elevata della ל e portata a compimento dalla ם che è il simbolo riconosciuto del nascosto.
C’è una benedizione quando si è in presenza del nome dell’altissimo che non compare nella Toràh:
בָּרוּךְ שֵׁם כְּבוֹד מַלְכוּתוֹ לְעוֹלָם וָעֶד
(Baruch shem malchutò le’olàm va’ed)
“Benedetto il Nome della gloria del Suo regno per sempre e in eterno.
Non dimentichiamo il bell’esempio che troviamo nel secondo capitolo di Esodo riferito a Miriàm, sorella di Moshèh dove viene chiamata הָעַלְמָה (Ha’almàh) LA FANCIULLA. (v. 8)
Interessante entrare nei giochi dei
Mistici e Kabalisti che riescono a trovare soluzioni gematriche straordinarie:
146 che è il valore numerico di עוֹלָם è
il doppio di quello di חָכְמָה (Chochmàh) SAGGEZZA,
SAPIENZA che è 73. Come dire che è in campo una “doppia saggezza”. Ne avremmo
veramente bisogno!!
[1] Vedi MONDO in H.Aboav, 2020, p.113. Anche תֵּבֵל (Tevèl) e חֶלֶד (Chèled) nel significato della realtà fisica complessiva che ci circonda.
[2] מִסְתּוֹרִין (Mistorìn) MISTERO che evidenzia l’altra radice del nascondimento che è .ס ת ר Anche רָז (Raz).
[3] Kohelet 3, 11.