MANO יָד (Yad)

MANO יָד (Yad)

8 Aprile 2022 Off Di Hora Aboav

MANO יָד (Yad)! L’elevazione delle MANI יָדַיִם (Yadàym) attraverso l’energia divina dell’acqua, è la prima mitzvàh della giornata dopo il ringraziamento mattutino al risveglio con la formula completa dei precetti e: עַל נְטִילַת יָדַיִם (‘Al netilàt yadàyim). La sacralità della MANO יָד (Yad) viene percepita da ogni uomo ebreo nell’adempiere al comando della Toràh di legare le Sue parole come segno עַל יָדֶךָ (‘Al yadècha) SUL TUO BRACCIO.

 Nell’alfabeto di Rabbì Akiva si afferma che la י che apre la parola non deve essere letta” ‘yod’ ma ‘Yad’ «mano» perché questo è il monumento e il nome buono che il Santo, sia Egli benedetto, darà ai giusti nel mondo a venire, a Gerusalemme e nel tempio”[…] Infatti in ebraico per tradurre il vocabolo מַצֶּבֶת זִיכָּרוֹן (Matztzèvet ziccaròn) MONUMENTO DI RICORDO, MEMORIALE si usa יָד Yad. Famoso il mausoleo della Shoà יָד וָשֵׁם (Yad Vashèm) MEMORIA E NOME. A יָד è legato anche UN LUOGO SPECIALE O STABILE.

La piccola numerazione ci porta alla ה (י ד=10+4=14= 1+4=5) la lettera del divino per mezzo della quale l’Eterno ha creato il mondo. I nostri maestri insegnano:

אֵלֶּה תוֹלְדוֹת הַשָּׁמַיִם וְהָאָרֶץ בְּהִבָּרְאָם

(Elle toledòt hashshamàyim veet vehaàretz  behibbaràm)

Non tradurre: «Queste sono le origini del cielo e della terra ‘nel loro essere creati’ bensì: con la he’ li Creò».

La mano, il “cinque”! L’atto spontaneo di metterlo a mo’ di paletta, dinanzi a noi è un gesto istintivo arcaico per proteggerci o salutare o percepire l’energia dell’altro di fronte ma anche per dire BASTA דַי  (Day), SUFFICIENTE usando le stesse lettere al contrario. Questa parola mi fa riflettere su uno dei nomi di Dio, conosciuto dai Padri: אֵל שַׁדָּי (El Shaddày). Fra i tanti commenti mi affido alla sua traduzione L’Onnipotente (ha detto al Suo mondo) דַי שֶׁ (She day) CHE BASTA.

Questa denominazione descrive l’Onnipotente come l’Essere sufficiente a Se stesso e Ente necessario, incondizionato.

 יָד בְּיָד (Yad beyàd) esprime l’essereבְּיַחַד  (Beyàchad) INSIEME e ricorda la parola AMICIZIA יְדִידוּת (Yedidùt).[1] Quando la mano sconfina nell’altra MANO יָד dell’altro in una forte stretta, per stipulare un patto o godere della sua conoscenza, regala attimi di vera unione. La gematria di MANO יָד è 14 come l’energia semantica di הֶאָח (Heàch) IL FRATELLO e (l’) AMATO nelle due forme di אָהוּב (Ahùv14) e דוֹד (Dod 14). Queste immagini sono ricche di CAREZZE לְטִיפוֹת (Letifòt) ma ahimè, non possiamo dimenticare che a volte può diventare aggressiva come in uno SCHIAFFO סְטִירַת לְחִי (Setiràt lechì – lett. Colpo alla guancia).

Una piccola essenziale parola che si apre a un mondo di innumerevoli azioni e per questo MANO יָד (Yad) rappresenta per antonomasia il vocabolo  פּוֹעֵל(Po’èl) OPERANTE, OPERAIO.

Vi sono vari significanti di יָד : FORZA כֹּחַ (Còach)[2], PRODEZZA  גְבוּרָה (Ghevuràh),  יְכוֹלֶת(Yechòlet)  CAPACITÀ e si usa in molte altre espressioni come עַל יָד (‘Al Yad) VICINO. Ovviamente in tutte le lingue ci sono espressioni del tipo “dare una mano” per AIUTARE לַעֲזֹר (La’azòr).

Tutti noi quando percepiamo l’abbondanza della vita, riconosciamo di essere sotto “la MANO DI DIO ה’ יָד (Yad Hashèm)” e ringraziamo.

Infine un canto-ballo israeliano, intitolato בְּאַלֶּה הַיָּדַיִם CON QUESTE MANI (Beèlle hayyadàyim) afferma: עוֹד לֹא אָהַבְתִּי דַי (‘Od lo ahavttì day) Non ho ancora amato abbastanza. Possiamo amare sempre di più.