PAROLA דָבָר (Davar)

PAROLA דָבָר (Davar)

13 Febbraio 2020 Off Di Hora Aboav

PAROLA דָבָר (davar)! Non è la parola della creazione ( א מ ר ) ma è quella parola che risuona nel DESERTO מִדְבָּר (midbar) anche in solitudine. דָבָר è anche COSA, AVVENIMENTO, CAUSA, INFORMAZIONE, ARGOMENTO ed altri significanti nell’ambito dell’ espressione verbale ed esperienziale. La prima, א מ ר (Alef-Mem-Resh) DIRE che è il dettame primario creativo di Dio della creazione, viene ad esprimersi alla presenza di “un altro”; ד ב ר (Dalet-Bet-Resh) PARLARE può essere usato anche da solo. Ricordiamo il verso introduttivo alle 10 “PAROLE” דְבָרִים (Devarim-plurale maschile di PAROLA דָבָר ) in שְמוֹת (Nota Esodo 20,1):” E PARLO’ Dio tutte queste PAROLE, dicendo:“וַיְדַבֵּ֣ר אֱלֹקִים אֵ֛ת כָּל־הַדְּבָרִ֥ים הָאֵ֖לֶּה לֵאמֹֽר׃” (Vaidabber E. et col haddevarim haelle lemor). Non si parla di COMANDAMENTI, la cui radice è צ ו ה dalla quale deriva מִצְוָה (Mitzvà) PRECETTO ma di PAROLE, PURA COMUNICAZIONE che Il Signore ha DONATO: HA PARLATO דִבֵּר (Dibber) direttamente alla coscienza dei presenti per divenire necessariamente MONITO e PAROLA SALVIFICA. PAROLA דָבָר (davar) dall’ALTO che continua a NUTRIRE il nostro SE’ in ogni momento della nostra vita come riverbero lontano e attuale di quelle PAROLE דְבָרִים (Devarim). VERA RIVOLUZIONE INTERIORE!
La prima parola delle 10 parole è אָנֹכִי (ANOCHI’) IO e ovviamente è il Signore che la pronuncia, sia nell’Energia della Sua Manifestazione di Misericordia che in quella del Giudizio.
Anche אֲנִי (ANI’) si traduce con IO ma c’è una sottile differenza tra i due termini: אֲנִי (ANI’) si confronta con un TU אַתָּה (Attà). (ANOCHI’) אָנֹכִי lo accoglie quel Tu, lo contiene. Un commento di Hirsh su quell’ אָנֹכִי (Nota Esodo-שמות cap. 20 v.2: “ אֲנִי (Sono) il TUO אָנֹכִי” IO SONO IL TUO SE’!
Ciò che differenzia le due parole dal punto di vista delle lettere è una כ (chaf). Questa lettera dà l’energia del palmo della mano (Caf) כ aperta, pronta ad accogliere nella sua forma umile il ricordo arcaico della propria interiorità divina.
Ricordiamo che l’ultimo libro della תּוֹרָה prende il nome di “PAROLE דְבָרִים “(Devarim-Deutoronomio). Le ultime parole di Mosè al suo amato popolo nel ripetergli gli insegnamenti ricevuti dal Signore .
La parola דָבָר può essere benefica e sacra come quella riservata solo al sommo Sacerdote כֹּהֵן (Cohen) nel דְבִיר (Devir), il luogo più intimo del Santuario: Il Kodesh Hakkodashim קֹדֶשׁ הַקָּדָשִׁים (Sacrum santorum) ma anche la più temibile che può deflagrare come la PESTE דֶבֶר . L’operosità e la capacità di addolcire dell’APE דְבוֹרָה è necessaria ma è anche pericolosa. Debora, la profetessa che giudicò il popolo ebraico ne è un buon esempio. L’espressione antica Abracadabra אַבְּרָאכַּדַבְּרָא dimostra la forza della parola nella credenza popolare. (Nota: אברא deriva dalla radice ב ר א (creare) כַּ COME e דַבְּרָא deriva dalla radice ד ב ר parlare.) Fa sorridere pensare che PAROLA דָבָר (davar) abbia la stessa גִימַטְרִיָּה (Ghìmatriyàh) 206 di קִִסּוּם (Kissum) Magia ma è importante ricordare che 206 sia anche il valore energetico-semantico di עָצוּם (‘ATZUM) POTENTE. (Abra cadabra ne è un ricordo arcaico. ) Possiamo elaborare ד ב ר come una radice che abita דָר (Dar) la ב , la seconda lettera dell’alfabeto che accoglie l’energia dell’א e la mantiene integra, permettendo alla nostra interiorità di ricevere la luce divina ed esprimerla sotto forma di pura benedizione. E’ questa la PAROLA דָבָר che ci distingue dagli animali e ci fa sentire unici nella volontà del SERVIRE.

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